Sia chiaro: questo articolo non vuole in alcun modo difendere le ultime prestazioni offerte dal portiere della Juventus.
Piuttosto, vuole proporre un ragionamento basilare sul quale, forse, tutti dovremmo porre la nostra attenzione.
Di Gregorio è scarso?
La risposta è assolutamente no.
Di Gregorio, come ha ampiamente dimostrato a Monza e, a tratti, anche alla Juventus, è un ottimo portiere.
Certo, probabilmente non rimarrà negli annali del calcio, così come il 90% dei suoi colleghi. Ma resta, senza dubbio, un ottimo portiere.
Ha una sola grande pecca: non è un portiere da Juventus.
E ai più giovani voglio raccontare una storia che forse hanno letto, ma che certamente non hanno vissuto.
Parliamo dell’arrivo alla Juventus di Edwin van der Sar.
Quando arrivò lo spilungone olandese, alto 1,97, ebbe il non semplice compito di rimpiazzare quello che, nelle ultime stagioni, era stato per molti uno dei portieri più forti del mondo: Angelo Peruzzi.
Certo, il buon Van der Sar non arrivava da un posto sperduto del mondo. Arrivava dall’Ajax e, prima dell’approdo a Torino, aveva avuto tutto il tempo di vincere praticamente tutto con i Lancieri.
Eppure il suo impatto con Torino non fu dei migliori.
La lingua?
La differenza culturale?
La differenza tra i campionati?
Vai a sapere.
Van der Sar giocò due stagioni a Torino e, nel complesso, fece assolutamente il suo.
Ma incappò in due disattenzioni, una per stagione.
E un portiere che già non aveva fatto breccia nel cuore dei tifosi al suo arrivo finì per diventare, agli occhi di molti, il responsabile unico dei due secondi posti consecutivi della Juventus di Ancelotti.
Van der Sar fece bene.
E, lontano da Torino, nel resto della sua carriera, si confermò uno dei migliori portieri in assoluto.
Ora, è ovvio a tutti che Di Gregorio e Van der Sar non abbiano assolutamente nulla a che spartire.
L’olandese, rispetto a Di Gregorio, avrebbe sempre giocato un campionato a parte.
Ma entrambi hanno avuto, o hanno, lo stesso problema nella prima capitale d’Italia.
La pressione.
Il chiacchiericcio della gente.
Il peso della maglia.
E se non sei in grado di gestire questo tipo di pressione, probabilmente non puoi giocare alla Juventus.
Questa è la più grande colpa di Di Gregorio.
Questa è la sua Kryptonite.
Ma c’è una domanda che voglio porre a voi, lettori di fede bianconera.
Siete proprio sicuri che la colpa non sia anche vostra?
Ieri come oggi?
Siete proprio sicuri che non avreste potuto fare qualcosa in più per sostenere un ragazzo che, probabilmente, con un minimo di sostegno in più avrebbe potuto commettere qualche papera in meno?
Che le strade debbano separarsi è ormai indiscutibile.
Ma ultimamente sono troppi i giocatori arrivati a Torino con buone aspettative e crocifissi dal tifoso medio ancora prima di avere realmente la possibilità di dimostrare il proprio valore.
Poi cambiano aria.
E improvvisamente ci chiediamo:
“Ma perché altrove fanno bene?”
Ma questo è un discorso a parte.
Di Gregorio e la Juventus si separeranno.
Ed è giusto così.
Ma fino a quel momento…
Guardiamoci tutti allo specchio.
E facciamoci tutti un piccolo esame di coscienza.
Perché magari il soldato è ferito.
Magari non è l’uomo giusto per questa battaglia.
Ma forse, almeno fino alla fine, possiamo evitare di sparargli addosso.
QUALCUNO SALVI IL SOLDATO DI GREGORIO.
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