Ieri pomeriggio, il Parma si è aggiudicato il match del Tardini ai danni del Genoa.
Parma-Genoa: le formazioni ufficiali
Parma (3-4-2-1)

A disposizione: Elphege, Diallo, Konate, Britschgi, Almqvist, Ghidotti, Cremaschi, Ndiaye, Carboni, Frigan, Daffara, Fabbian, Ordonez.
Indisponibili: Bernabè, Nicolussi Caviglia.
Genoa (3-4-2-1)

A disposizione: Amorim, Vitinha, Colombo, Drameh, El Shaarawy, Meichtry, Mitaj, Puczka, Sabelli, Sommariva, Stolz, Traorè, Wiafe.
Squadra arbitrale
Arbitro: Mariani.
Assistenti: Bindoni, Zezza.
Quarto uomo: Di Marco.
Var: Di Paolo.
Assistente Var: Mazzoleni.
Genoa in crisi totale
Per il Genoa, quella di ieri, contro il Parma, è stata la quarta sconfitta nelle prime 5 partite. I ducali non hanno giocato al meglio, però hanno creato due occasioni, trovando una difesa discutibile e portando a casa la partita. In generale, in queste prime partite, il grifone si è rivelato una squadra senza idee, senza grinta e fragile in ogni reparto, dalla porta all’attacco. Andando nel dettaglio, il Genoa ha basato questi match su un fraseggio innocuo, quasi sempre orizzontale, anche se ieri si è visto qualche tentativo in verticale, interrotto subito per errori dei singoli. Per il resto, la squadra ha trasmesso una grande paura di giocare, preferendo il fraseggio ravvicinato all’attacco in profondità, per cercare, giocando tra le linee, gradualmente, di avvicinarsi all’area di rigore avversaria. Solo che, se l’azione non è stata stoppata prima, il Genoa è stato incapace a chiuderla. Sono capitati, infatti, dei cross dalle fasce, che nessuno, in area, è riuscito a sfruttare (ad eccezione del gol di Vasquez, sul calcio d’angolo battuto da Sow). Quando la squadra è stata fortunata, questi cross sono finiti in calcio d’angolo. Li ha battuti quasi tutti Sow, però il pallone ha viaggiato troppo basso, non riuscendo a creare pericoli. Poi, si è tirato veramente poco, e praticamente mai da fuori area.
Oltre che nella costruzione del gioco, il grifone ha mostrato seri problemi anche in difesa, la quale, in queste 5 partite, è apparsa davvero precaria. Tralasciando gli errori macroscopici dei difensori – quelli, ieri pomeriggio, di Ostigard e Marcandalli sono stati solo gli ultimi – il portiere, Bijlow, è stato una sentenza: quando gli avversari hanno tirato, 7 volte su 10 hanno fatto gol. Lo dico sempre: si può anche creare una squadra con giocatori fortissimi, che inventano e segnano tanto. Ma, se si prende gol su ogni iniziativa dell’altra squadra, è tutto inutile. I rossoblù hanno incassato 10 gol in 5 partite. Una cifra allucinante. E, su 10 gol, sono davvero pochi, se non assenti, quelli in cui il numero 1 del grifone è stato esente da colpe. Nonostante questo, Bijlow vorrebbe essere convocato nella nazionale olandese. A parte il fatto che questa sua speranza è irrealizzabile, dovrebbe anche iniziare a sperare di non perdere il posto da titolare nella sua attuale squadra. Perché, a questo punto, schierando uno tra Stolz e Sommariva, la situazione, vista l’inabilità di Bijlow (con mani e piedi), può solo migliorare.
De Rossi al capolinea?
L’allenatore del Genoa, Daniele De Rossi, sembra sentirsi impotente e confuso. Ciò si è visto anche ieri pomeriggio, quando, quasi a fine partita, per recuperare lo svantaggio ha giocato con 4 attaccanti: El Shaarawy, Colombo, Osmajic e Vitinha. Si che il Genoa, con l’ingresso di Colombo, ha trovato il pareggio, grazie a un assist, proprio del 29, per Osmajic, che è riuscito a superare Corvi. Ma, a parte questo, nulla di più.
Osservando i nomi dei 4 attaccanti sopra elencati, quello di El Shaarawy balza subito all’occhio. Il 92 è stato arruolato, da svincolato, per portare maggiore qualità alla squadra. Le sue doti sono innegabili, e si sono viste dai primi due tocchi alla palla da giocatore del Genoa. Tuttavia, nelle prime due partite, entrambe da subentrato, non ha inciso. Questo significa che è scarso? No. Semplicemente, è stato impiegato come terzino, in un ruolo non suo, lontano dalla porta avversaria, mentre lui è un’attaccante esterno.
Per queste motivazioni, dopo la sconfitta contro il Parma, la posizione di De Rossi è più in discussione, anche se la società ha intenzione di proseguire con lui in panchina. Ovviamente, tirando le somme delle prime 5 giornate, la prima soluzione che viene in mente è il cambio di allenatore. Ok, ma per ingaggiare chi? Per di più, esiste un fattore importante: il Genoa, già da parecchi anni, inizia la stagione zoppicando. Verso ottobre/novembre si cambia allenatore e si riesce a raggiungere la salvezza. Poi, siccome l’obiettivo è stato raggiunto, il tecnico subentrato viene confermato per il nuovo campionato. Quest’ultimo comincia, ma il grifone finisce in crisi, e il mister viene rimesso sul banco degli imputati. L’ultimo allenatore che è riuscito a rimanere al timone per un’intera stagione, la 2023/2024, è stato Alberto Gilardino. Prima di lui, bisogna andare alla Serie A 2015/2016, nella quale il grifone era allenato da Gian Piero Gasperini. Perché sempre un inizio di stagione che definire in salita è un eufemismo? Casualmente, i problemi sorgono sempre dopo il calciomercato. Probabilmente, non è un caso. De Rossi, in conferenza stampa, a seguito del pareggio casalingo contro il Frosinone, ha ammesso che l’attuale squadra non è quella concordata a maggio. Sostanzialmente, lui avrebbe gradito un certo tipo di giocatori, ma non è stato accontentato.
In ogni caso, ora il campionato si ferma per due settimane, lasciando spazio alla nazionale. De Rossi deve sfruttare questo tempo per analizzare nel minimo dettaglio gli errori commessi nelle prime partite, ricorrendo a qualsiasi tipo di soluzione, compresi l’impiego di giocatori che, fino a questo momento, si sono visti poco e un cambio di modulo. Potrebbe optare, per esempio, per una difesa a 4, anche se non ne è convinto. Ma, tanto, fare peggio di così è impossibile.
Dopo la sosta, il grifone è atteso dalla sfida, al Ferraris, contro la Fiorentina. Una partita di fondamentale rilievo, in cui il Genoa deve trovare dei punti. La pausa nazionali deve servire a trovare un assetto in grado di creare problemi alla viola. Altrimenti, con un altro risultato negativo, la classifica peggiorerebbe e la società potrebbe orientarsi ad un cambio in panchina. Però, ciò vorrebbe dire ricominciare tutto daccapo. Ecco, per evitarlo, è necessario lavorare al meglio queste due settimane.
De Rossi fa mea culpa
Quello che, dopo Parma-Genoa, si presenta in conferenza stampa, è un De Rossi rammaricato: “Il momento è quello della classifica. Pochissimi punti e risultati negativi. Me ne faccio carico e mi ritengo responsabile. Non credo meritassimo di perdere, come, forse, potevamo vincere contro il Frosinone. Ma, se quando devi pareggiare perdi, quando devi vincere pareggi, c’è sempre un problema di fondo. Secondo me, è l’allenatore che deve risolverlo. Quindi, la responsabilità è mia. Se analizzo questa partita, non credo che meritassimo di perdere. O, forse, si, visto che subiamo un tiro e prendiamo gol. Oppure, se cerchiamo di fare gioco e siamo poco pericolosi, c’è da migliorare questo. Non basta dire che non lo meritavamo, bisogna essere perfetti per uscire da una situazione del genere”.
De Rossi, in seguito, incalzato sul passaggio alla difesa a 4, risponde così: “Magari possiamo passarci. Ma andare a quattro è un lavoro, non basta mettere due terzini e due centrali. Bisogna lavorarci, soprattutto con dei centrali che ci hanno giocato poco. Non è mai stata un’opzione per questa partita. In futuro, si vedrà anche in che condizione saranno i nostri giocatori che devono entrarci”.
Il mister è consapevole di dover usare la sosta per trovare un rimedio: “Dobbiamo far si che la sosta serva. Se penso alla nostra rosa, penso ci siano tre/quattro giocatori che devono fare una sorta di piccolo pre-campionato, che non hanno fatto. La utilizzeremo per questo motivo, per tornare in condizione e per unirci, anche se, poi, perderemo tanti giocatori, che saranno distanti”.
Sull’appoggio da parte della società, De Rossi sostiene di sentire “fiducia e vicinanza”. Però, continua: “Penso sia giusto che la società faccia le proprie riflessioni, e le comunicherà”. Al contrario, è sicuro del gruppo: “Dal punto di vista dello spogliatoio, non penso di aver perso nemmeno un centimetro sul gruppo. Dobbiamo integrarci ancora meglio con i nuovi, ma non è facile. La sosta non ci aiuta. Il gruppo è decisamente unito, e fa quello che gli chiedo. Se fa le cose male, è perché evidentemente gli chiedo le cose sbagliate. Questo è un gruppo serio, che lavora bene in allenamento. Oggi hanno dato il massimo, al netto delle prestazioni più o meno convincenti”.
Per concludere la conferenza stampa, il mister si dice “dispiaciuto per i tifosi, per i giocatori e per la società” e “responsabile di questo”. Tuttavia, inserisce anche un tocco di positività: “Faccio di tutto per far si che cambino le cose. Penso ci sia molto tempo e le basi per poterlo fare, ma intanto viviamo questo momento, con la consapevolezza che sia un momento brutto dal punto di vista lavorativo”.
Nel frattempo, è di qualche ora fa la notizia che il direttore sportivo del Genoa, Diego Lopez, rischierebbe il licenziamento. Ma la situazione è tutta in evoluzione.
Credits foto: @GenoaCFC/X
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