Ieri sera, alle 20:45, all’Olimpico, di Roma, si sono confrontate Lazio e Genoa, con i padroni di casa che si sono imposti per 1-0 sugli ospiti.
Lazio-Genoa: le formazioni in campo
Lazio (4-3-3)

Indisponibili: Patric, Pellegrini, Marusic, Cataldi, Dele-Bashiru.
Genoa (3-4-2-1)

Indisponibili: Traorè.
Lazio-Genoa: l’analisi della partita
Nella partita di ieri sera, all’Olimpico, vinta dai padroni di casa, 1-0, non si è visto un calcio brillante, nè da un lato nè dall’altro. La differenza l’ha fatta la capacità di creare, e di sfruttare, le occasioni da parte del Lazio, che si è portato in vantaggio al 25′, con la rete di Frattesi, su assist di Nuno Tavares. Non esenti da colpe Ellertsson, che si è lasciato sfuggire Nuno Tavares (anche se bisogna tenere a mente la differenza di struttura fisica tra i due) e, soprattutto, Bijlow, che non è riuscito a trattenere un tiro lento e sul suo lato, commettendo un grave errore. Per il resto, la partita è stata abbastanza equilibrata, nonostante il Lazio si sia rivelato più pericoloso, facendosi vedere dalle parti del portiere del Genoa in varie occasioni: ci ha provato, nel primo tempo, Nuno Tavares, che, su cross di Frattesi da dentro l’area di rigore, ha colpito di testa e scheggiato il palo alla sinistra di Bijlow. Poi, nel secondo tempo, Zaccagni ha tentato la conclusione da fuori, ma la palla è finita alta. Dopo di lui, sempre da fuori area, è stato il turno di Isaksen, il cui tiro, deviato, è diventato buono per Doekhi, che, da pochi passi, l’ha mandata alta. Infine, anche Pinamonti, all’86’, ha provato a metterci lo zampino: ha ricevuto palla, dentro l’area, spalle alla porta. Si è girato e ha tentato il destro. Palla di un soffio alla destra dell’1 del Genoa.
Lazio-Genoa: la prima conclusione degli ospiti al 78′
C’è un dato che rispecchia perfettamente la partita del Genoa: la prima conclusione verso la porta – anche se la palla è terminata fuori dallo specchio – è stata al 78′, con Meichtry, appena subentrato a Baldanzi. E fino a quel momento? Il nulla. Eppure, la squadra ha provato a costruire un gioco, anche se passando tante volte dal portiere, ma non ha tirato in porta. Questo perché, pure quando si sono presentate delle potenziali occasioni per concludere, ha vacillato, temporeggiato o preferito tornare indietro. Lo stesso allenatore del Genoa, Daniele De Rossi, nella conferenza stampa post-partita, ha sottolineato il problema: “Tiriamo poco, non arriviamo mai a tirare in porta. Arriviamo nella trequarti avversaria, anche in maniera un pò più pulita rispetto all’anno scorso, ma tiriamo poco in porta”. Proseguendo, il mister ha approfondito la questione: “Per tirare in porta, bisogna andare in verticale, come abbiamo fatto tante volte l’anno scorso. Una cosa che ci ha portato dei vantaggi. Bisogna saltare l’uomo. Non abbiamo tantissima gente che salta l’uomo, dobbiamo muoverla”. In seguito, De Rossi ha anche evidenziato le prove dei subentrati nel secondo tempo: “Penso che Meichtry sia entrato bene, come Osmajic e Messias. Hanno portato freschezza e qualche inserimento senza palla. Meichtry si è preso le responsabilità”.
Lazio-Genoa: la preoccupazione di De Rossi
Daniele De Rossi, nella conferenza stampa successiva alla sconfitta dell’Olimpico, non ha nascosto i passi indietro fatti rispetto alla gara col Napoli: “Questa partita è stata meno buona e, quindi, devo essere preoccupato. Devo analizzare onestamente quello che è successo in campo, cercare di capire perché, cercare di capire cosa fare la prossima, contro una squadra più forte del Lazio. L’allenatore, inoltre, ha speso due parole sul mercato: “Il mercato? Sappiamo che siamo una società che ha bisogno di fare delle uscite. La società ha degli obblighi, ha degli oneri. Ci sono cose chiare in questa squadra: negli ultimi trenta metri, le mancano spunti e uno contro uno. Ne abbiamo parlato a maggio, e penso che sia ancora quello che ci serve di più”.
Lazio-Genoa: De Rossi indica la strada
Daniele De Rossi, nel dopo-partita, parlando con i giornalisti, ha proposto quella che, secondo lui, è la soluzione migliore: “A calcio si gioca facendo gol. Quindi, dobbiamo capire come vogliamo fare gol. Si può fare un gol in mille maniere. Dobbiamo capire chi siamo, fare la conta, capire quanti siamo e dove vogliamo andare”.
Lazio-Genoa: l’attacco del grifone è un punto interrogativo
Il Genoa ha due attaccanti titolari: Colombo e Vitinha. In queste prime due partite, 0 gol. La scorsa stagione, in due ne hanno realizzati 12 (7 Colombo, 5 Vitinha), superando appena la doppia cifra. Un pò poco per essere gli attaccanti titolari di una squadra di Serie A. Quest’anno, mister De Rossi ha deciso di dare loro fiducia, ma in queste prime due gare il reparto offensivo è apparso davvero molto sterile: Vitinha non si capsice ancora che ruolo ricopra, in quanto, da quando è arrivato al grifone – nel 2024 – ha cambiato diverse posizioni, ma in nessuna ha inciso. Colombo, invece, ci prova, però fa troppa fatica: sbaglia tanti stop, non riesce a mantenere palloni, non riesce a guadagnarsi falli per far salire la squadra e non ha killer instinct, sbagliando diversi gol.
Lazio-Genoa: ci sono della alternative a Colombo e Vitinha?
Ieri sera, gli ultimi 10 minuti di match, Meichtry e Osmajic hanno giocato insieme. Il montenegrino ha provato a lottare e ad abbassarsi per aiutare la squadra, conquistando qualche fallo, mentre lo svizzero ha creato la prima occasione per il Genoa. Sfruttando la sponda, di testa, di Osmajic, dopo una bella verticalizzazione di Marcandalli, è riuscito a controllare il pallone, si è inserito tra i difensori e si è presentato davanti a Mandas, ma non ha preso lo specchio. Grande chance per il pareggio sprecata, però una grande indicazione: questi due nuovi acquisti hanno grinta, intelligenza tattica e qualità. Siccome queste garanzie continuano a non arrivare dagli attuali titolari, perché non pensare a dare più fiducia a Meichtry e Osmajic? Per non parlare anche di Havel, che adesso è infortunato, ma che contro l’Ascoli, in Coppa Italia, ha dimostrato senso del gol e qualità. Insomma, le soluzioni a un attacco inefficace potrebbero esserci.
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