Partiamo dall’identikit del personaggio in questione: Nicholas Hilmy Kyrgios, tennista australiano originario di Canberra, 31 anni. Nonostante i suoi comportamenti non convenzionali e le reazioni aggressive sul campo, per molto tempo è stato considerato da tanti un talento mai espresso; nella sua carriera tennistica iniziata nel 2012, ha conquistato nel circuito ATP ben 7 titoli in singolare e 4 in doppio, di cui un Australian Open nel 2022 in coppia con il connazionale Kokkinakis. Con uno score di 207 vittorie e 119 sconfitte ha raggiunto il suo massimo ranking nel 2016 ottenendo il 13° posto della classifica. Fin qui nulla di strano… almeno fino ad Agosto 2024.
19 Agosto 2024: scoppia il caso Clostebol
E’ il 2024. Jannik Sinner, allora 23enne, sta vivendo la sua miglior stagione tennistica fino a quell’anno. Ha conquistato l’Australian Open contro Medvedev dopo 5 set di battaglia e vinto altri titoli fino a quel momento dell’anno. Poi, poco prima dell’inizio dell’US Open (vinto da Sinner, ndr), arriva la notizia che fa scoppiare il caso: per due volte, il 10 marzo e il 14 marzo 2024, durante il Masters 1000 di Indian Wells, Sinner viene trovato positivo ad un metabolita del Clostebol, steroide facente parte della categoria degli anabolizzanti, sostanza vietata in quanto presente nella lista WADA (World Anti-Doping Agency) delle sostanze proibite.
L’intervento dell’ITIA e le indagini
In prima istanza l’ITIA (International Tennis Integrity Agency) ha sospeso due volte il tennista italiano, accogliendo tuttavia il ricorso presentato da Jannik il quale, presentando tempestivamente istanza di ricorso, ha saputo dimostrare come la sua positività derivasse da una contaminazione esterna: durante il torneo in questione, infatti, Jannik Sinner aveva fatto ricorso al fisioterapista per il trattamento di crampi e dolori muscolari. in questo contesto, dalle immagini raccolte nelle indagini, si può riconoscere un vistoso bendaggio sulle dita del fisioterapista mentre, a mani nude, stava massaggiando la gamba del tennista italiano; in quel periodo, infatti, il fisioterapista Giacomo Naldi stava trattando una ferita a carico delle dita della mano con uno spray di Trofodermin, farmaco cicatrizzante il quale contiene al suo interno anche il Clostebol, principio attivo incriminato. Secondo la ricostruzione del tennista italiano Naldi avrebbe applicato lo spray cicatrizzante poco prima della partita incriminata e, nel massaggiare la gamba di Jannik, avrebbe permesso alla sostanza proibita di venire assorbita e di entrare nel circolo sanguigno del tennista. Trattasi, in ogni caso, di dosaggi infinitesimali (rispettivamente 86 pg/ml e 76 pg/ml) i dosaggi riscontrati nei test anti-doping, per cui la stessa ITIA, in un suo comunicato, e il tribunale sportivo al momento della sentenza, si è espressa contro il doping volontario di Sinner, giudicandolo tuttavia colpevole di “negligenza nei confronti dei membri del proprio team: a causa di ciò il montepremi e i punti conquistati in suddetto torneo sono stati revocati. In seguito, tuttavia, la WADA farà ricorso alla sentenza emessa dal tribunale sportivo e Sinner, per evitare stop prolungati, verrà convinto dai suoi stessi avvocati a patteggiare per i 3 mesi di stop proposti dalla WADA stessa, da Febbraio a Maggio 2025. In un comunicato successivo, tuttavia, la WADA ha sempre difeso il tennista italiano, allontanando qualsiasi accusa di doping volontario.
Clostebol: cos’è e quali sono i suoi effetti
Il Clostebol è uno steroide anabolizzante sintetico derivato del 4-clorotestosterone, impiegato in medicina come farmaco topico per favorire la cicatrizzazione di lesioni cutanee, abrasioni e piaghe. E’ un farmaco contenuto in alcune formulazioni con antibiotici come il sopracitato Trofodermin. A livello sportivo, essendo categorizzato come anabolizzante, è proibito dalla WADA come agente dopante per le capacità degli anabolizzanti di aumentare la massa muscolare, potenziare la forza fisica e permettere un più rapido recupero muscolare. A dosaggi infinitesimali, tuttavia (come nel caso delle creme cicatrizzanti), il Clostebol non ha alcun effetto dopante di quelli sopracitati e può causare positività involontaria ai test anti-doping.
La reazione del mondo tennistico
Molti tennisti hanno espresso il proprio parere a proposito della vicenda, sia in comunicati ufficiali sia tramite i propri profili social; i pareri espressi non potevano essere più discordanti. Molti atleti hanno dato sostegno al proprio collega, altri ancora hanno accusato l’ATP stessa di non essere trasparente nelle proprie decisioni (tra cui Novak Djokovic, tennista serbo da molti ritenuto il migliore di tutti i tempi), altri ancora invece hanno accusato la federazione mondiale del tennis di usare dei double standard per quanto riguarda il giudicare i propri atleti e che Sinner dovesse essere squalificato per molto più tempo. Ed è qui che entra in ballo il nostro indagato speciale.
Le accuse di Kyrgios
Per lungo tempo Nick Kyrgios, nonostante i vari comunicati ITIA e WADA sull’argomento, si è accanito contro il tennista italiano: all’annuncio della sentenza del tribunale sportivo, sul suo profilo X, Kyrgios scrive:
Ridicolo, sia stato accidentale o pianificato. Vieni testato due volte positivo con una sostanza proibita (steroide)… dovresti essere andato per 2 anni. La tua performance era potenziata. Crema per massaggi… certo…
E dovunque ci fosse terreno fertile per dare contro al tennista italiano, ecco che Kyrgios faceva la sua apparizione, come il paladino della giustizia “de noaltri”: da Carlos Alcaraz, il quale ha affermato che “ci deve essere qualcosa dietro a tutto questo che molto non sanno”, passando per Ben Rothenberg, giornalista americano, il quale scrive che “il timing della saga anti-doping e il modo in cui ha mostrato una mancanza di trasparenza ai vertici del tennis per mesi lascia un sapore amaro”. Il tutto fino ad arrivare alle dichiarazioni in occasione della sentenza definitiva del tribunale della WADA di Losanna, secondo la quale Sinner avrebbe subito uno stop dalle competizioni sportive di 3 mesi, punizione proposta dalla WADA stessa in un periodo nel quale, a causa di altre situazioni derivanti dal nuoto (il caso dei nuotatori cinesi indagati per doping aveva causato un clamore senza precedenti qualche mese prima), l’agenzia dell’anti-doping mondiale aveva perso credibilità. In tale occasione Kyrgios si è espresso duramente nei confronti di tale evento:
Questo è un brutto giorno per il tennis.
Dopo tali dichiarazioni Kyrgios non ha perso occasione per punzecchiare il campione italiano soprattutto in occasione dell’annuncio del ritorno nel team di Umberto Ferrara, preparatore atletico di Sinner ai tempi della vicenda Clostebol e licenziato insieme a Naldi in quanto possessore dello spray contenente la sostanza proibita.
Agosto 2026: un cerchio che si chiude
Come si dice all’inglese, tuttavia, “Karma is a b***h”, e questa volta il boomerang lanciato dal tennista australiano è tornato indietro colpendolo violentemente in testa. Nick ha infatti partecipato a Giugno 2026 al torneo ATP 250 di Maiorca e dopo un controllo anti-doping avvenuto il 22 giugno, l’ITIA ha emesso un comunicato ufficiale datato 19 Agosto 2026 nei confronti degli esami effettuati da Kyrgios:
Il 17 Luglio 2026 un laboratorio accreditato dalla WADA ha confermato la presenza di Benzoilecgonina, metabolita della cocaina.
Questa rappresenta la caduta di stile definitiva di Kyrgios il quale, ignorando i comunicati di ITIA e WADA che confermavano l’innocenza di Sinner nella vicenda Clostebol, ha continuato ad accanirsi nei confronti del tennista italiano. Queste le dichiarazioni dell’australiano dopo il comunicato ITIA:
Ho fatto un grosso errore e mi prendo piena responsabilità per questo. Sono profondamente deluso da me stesso. Non cercherò scuse, ma gli ultimi due anni di infortuni hanno pesato molto su di me sia fisicamente che mentalmente.
Dopo quanto successo durante il caso Sinner questa rappresenta la più grande espressione del karma che torna a colpire chi, per altri, non ha avuto che parole di infamia. Per cui, caro Nick, ti voglio dedicare questa breve frase tralasciataci dal poeta veneziano Iacopo Badoer (guarda caso italiano pure lui) il quale, in una delle sue opere, scrive uno dei più celebri proverbi della lingua italiana:
Un bel tacer non fu mai scritto.

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